Tempietto sul Clitunno

Vista vecchio molino
Tempietto sul Clitunno – Campello sul Clitunno (PG) 
Premessa

Percorrendo la Via Flaminia, giunti in località Pissignano, nel Comune di Campello sul Clitunno, a circa 500 metri dalle meravigliose Fonti del Clitunno, troviamo lungo la strada una piazzola posta proprio a pochi metri dal Tempietto dove poter parcheggiare comodamente  la macchina. Un cartello e la vista del Tempietto già dalla Via Flaminia vi impediranno di sbagliare.

 

Tempietto sul Clitunno

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Cenni Storici

Costruito lungo le rive del fiume Clitunno, al Tempietto sono state dedicate copiosissime pagine scritte da studiosi, letterati e poeti che nel corso del tempo sono stati incuriositi e attratti da questo monumento così interessante e singolare.

Rimane ancora oggi vivo il dibattito sulla sua datazione.

Alcuni Autori del XVIII e del XIX secolo hanno sostenuto che il tempio sarebbe stato inizialmente un sacello pagano in seguito trasformato in luogo di culto cristiano.

Secondo altri, sarebbe stato costruito, fin dalle fondamenta, in età paleocristiana (V – VI secolo).

Stando al parere di altri studiosi ancora, esso risalirebbe, invece, all’Alto Medioevo. Difatti alcuni sostengono che la sua costruzione sia dei secoli VIII – IX. Per J.J.Emerick (1998) invece, sarebbe un’importante testimonianza architettonica della cultura longobarda dell’Italia centrale. L’Emerick, peraltro, individua nell’edificio due diverse fasi costruttive che hanno interessato prima la cella e successivamente il pronao in un periodo probabilmente compreso tra il VI e la prima metà dell’VIII secolo, tesi condivisa anche da altri autori.

Vale la pena ricordare che questo monumento era giunto nel ‘700 praticamente intatto sino a quando, nel 1730 l’eremita, padre Ilarione da Lucca, che ne godeva il beneficio, ottenne dal vescovo Benedetti di Spoleto l’autorizzazione a vendere alcuni marmi per comperare alcune suppellettili liturgiche.

A padre Ilarione seguì un suo compagno, fra Paolo, sempre da Lucca, il quale,  per rimediare ai danni di un terremoto, che aveva fatto cadere solo un pezzo di cornicione, demolì completamente i due portici laterali vendendone le pietre e le colonne a Pierbiagio Fontana di Spoleto per utilizzarle nella chiesa di San Filippo.

Il famoso storico trevano Durastante Natalucci fece di tutto per opporsi a questo deturpamento giungendo ad ottenere da papa Clemente II un apposito decreto per interromperne la demolizione. Tuttavia, l’allora Vescovo di Spoleto, Mons. Ancaiani “se ne rise, dicendo essere sassacci, e seguitò il frate a demolire”.

Possiamo solo immaginare il dispiacere che provò il Natalucci in questa circostanza ma, al contempo, dobbiamo sicuramente ringraziare la sensibilità di persone come lui se poi nel 1765 venne pubblicato un editto del Cardinale Carlo Rezzonico “Per la conservazione dell’antichissimo Tempio del Clitunno oggi Chiesa del Santissimo Salvatore” che ci ha consentito di poter ancora oggi ammirare uno dei monumenti più singolari e significativi dell’Umbria.

Dal 29 luglio 2011 il Tempietto è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco quale parte del sito seriale “I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568 – 774 d.C.)”.

Esterno

Costruito in parte con materiale di reimpiego, si tratta di un tempio in antis, cioè formato da una cella a pianta rettangolare, con le pareti longitudinali prolungate anteriormente a formare due ante che delimitano lateralmente un piccolo portico, il pronao, poggiante su un alto basamento. Le ante terminano in due pilastri scanalati a cui sono addossate due colonne spiraliformi riadattate e seguite, centralmente, da altre due elegantissime colonne fogliate. Sei capitelli corinzi sostengono l’epistilio (architrave) sul quale è presente la seguente scritta: + SCS DEUS ANGELORUM QUI FECIT RESURECTIONEM +. Anche i due accessi laterali al tempio contenevano iscrizioni formanti il trisagio (inno di lode a Dio con la triplice ripetizione della parola santo che qui è contratta in SCS): +SCS DEUS PROPHETARUM QUI FECIT SALVATIONEM+; +SCS DEUS APOSTOLORUM QUI FECIT REDEMPTIONEM+. Il bassorilievo che nel frontone della facciata presenta una croce monogrammata al centro di eleganti volute con fiori e grappoli d’uva, lo ritroviamo identico nel frontone posteriore.

Interno
Cella del Tempio

 

 

La cella è dotata di una copertura a botte. Nella sua parete di fondo si apre un’abside semicircolare inquadrata da un’edicola marmorea che presenta nel timpano triangolare cornici finemente scolpite e un Cristogramma nella sommità. Al centro dell’abside è inserito un piccolo tabernacolo.

Nel catino absidale è raffigurato il Salvatore benedicente a mezzo busto, mentre nel tamburo troviamo a sinistra San Pietro e a destra San Paolo e sopra l’edicola, angeli.

Anche riguardo la datazione degli affreschi il parere non è unanime. Lo studioso americano J.J. Emerick sostiene che la decorazione pittorica dell’interno venne realizzata in contemporaneità con la seconda fase costruttiva di cui si è già accennato, cioè agli inizi dell’VIII secolo. Tuttavia si sono riscontrate affinità tra questi affreschi e altre opere del VI e VII secolo.

All’interno del basamento, sotto al piano pavimentale del tempio, rintracciamo un vano a forma di T al quale si accede mediante un arco a tutto sesto, oltrepassato il quale entriamo in un corridoio da cui si può scorgere nel fondo una cavità, nella viva roccia, in cui si riscontrano, dopo un’attenta osservazione, alcune piccole fenditure intorno alle quali sono ancora rintracciabili residui di incrostazioni calcaree lasciate probabilmente in quel punto, in passato, da acque sorgive. Le pareti di questo vano mostrano resti di affreschi con decorazioni geometriche come tondi, losanghe e ovali.

Ancora oggi il Tempietto del Clitunno lascia dietro di sé diversi quesiti aperti, di certo un tempo fu un luogo rivolto al culto cristiano e di certo la sua straordinaria e misteriosa bellezza inebria la mente e l’animo di chi resta a guardarlo.

 

Vano nel basamento

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Eventi e Luoghi da visitare

Da non perdere le celebri Fonti del Clitunno osannate da Plinio il Giovane, Byron e Carducci, il Castello di Pissignano, ed il Castello di Campello Alto.

Di particolare interesse a Pissignano è il “Mercato dell’Antiquariato, dell’Usato e del Collezionismo” che si svolge la prima domenica di ogni mese.

 

Bibliografia:

Gianfranco Binazzi , Considerazioni sulla cronologia del Tempietto sul Clitunno, “LANX” 18 (2014), pp. 1-47;

Giordana Benazzi , a cura di, I dipinti murali e l’edicola marmorea del Tempietto sul Clitunno, Todi 1985;

Judson J. Emerick , The Tempietto del Clitunno near Spoleto, Pennsylvania State University Press, 1998;

S. Nessi – S. Ceccaroni, Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, in Itinerari spoletini, (5), Spoleto 1979.

 

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