Le Mura, le Porte e i Torrioni di Trevi

Le Mura - Porta Nova - Trevi (PG)

La prima cerchia di mura di Trevi (PG) ha avuto proposte di datazione differenti, a seconda degli studi. In ogni caso, esistono tre teorie principali:

1) Epoca romana, forse relativa al periodo della Guerra Sociale (90 a.C.; Sensi 1974, Marchi 2002).

2) Epoca tardoantica (V-VI sec. d.C.), in associazione con il progressivo spostamento in altura di Trebiae da Pietrarossa (Fontaine 1990, pp. 356-357; Bordoni 2013; Bordoni 2015).

3) Epoca carolingia (IX sec. d.C.; Pani Ermini 2004, p. 750-752).

Malgrado il dibattito tra le varie teoria sia ancora in corso, i ritrovamenti archeologici più antichi rinvenuti a Trevi in giacitura primaria risalgono a circa il VI sec. d.C. (Bertoglio, Bordoni 2014, pp. 21-23, 37-39). La prima fonte scritta che testimoni l’esistenza di difese risale alla fine del XI secolo (Cencetti 1873, p. 30)

Si tratta di un tracciato mistilineo costituito da mura di cinta molto solide, spesse quasi 2 metri e composte da tre ordini di murature tra loro assemblate: la parte, in opus vittatum, cioè con una composizione in blocchi di pietre quadrangolari su filari orizzontali, la parte intermedia, che veniva riempita con pietrisco compattato e la parte interna costituita da pietre lavorate anche se disposte in modo approssimativo.

Le antiche mura cingevano la sommità della collina formando un anello poligonale su cui si aprivano 3 porte (v.cartina a fondo pag.).

Le Porte delle Antiche Mura 

(Cliccare sull’immagine per ingrandirla)

 

 

La prima porta (PA) posta a nord, verso Foligno, di cui non restano che poche tracce, immette su via dell’Orticaro, provenendo da Via S. Francesco, all’altezza dell’ex Chiesa di Santa Reparata di cui oggi rimane solo un’edicola dall’altra parte della strada.

La seconda (PB), visibile da via del Fiscale, è attualmente chiusa e rialzata rispetto alla sede stradale. Risulta ben conservata, con un arco a tutto sesto formato da 9 conci (blocchi di pietra squadrati) le cui dimensioni fanno supporre un uso pedonale.

La terza porta (PC) è sicuramente anche la più conosciuta, nota come l’Arco del Mostaccio, giunta sino a noi se pur fortemente rimaneggiata a seguito della ricostruzione di Trevi avvenuta nel XIII secolo d.C.

Le antiche mura quindi, cominciavano in prossimità dell’ex Chiesa di Santa Reparata, proseguivano verso la via del Fiscale, volgendo verso la ex Chiesa di San Bartolomeo, per poi giungere al Portico del Mostaccio. Da qui le mura proseguivano nello spazio oggi occupato da alcune abitazioni sino a ricollegarsi presso la ex Chiesa di Santa Reparata. Rimanevano fuori dalle mura l’attuale Piazza Mazzini, lo spazio occupato dalla Chiesa e dal Convento di San Francesco (Complesso museale di San Francesco) e tutta la parte della città che si affaccia su Piazza Garibaldi.

Secondo il Tommaso Valenti le mura sarebbero state interessate da un primo ampliamento che iniziava presso la ex Chiesa di Santa Reparata, comprendeva la Chiesa ed il Convento di S. Francesco ed il resto dell’attuale città verso la ex Porta del Lago (che si trovava di fronte all’attuale via Roma, poi abbattuta insieme a parte delle mura antiche nel 1909), sino ad arrivare alla Porta del Cieco. Questo nuovo giro di mura si ricongiungeva con la prima cinta muraria presso la ex Chiesa di San Bartolomeo. Successivamente, nel 1247, i trevani procedettero al restauro delle mura e ad un nuovo ampliamento. Questo interessò la zona di Piaggia ove  dalla pianura si era trasferita parte della popolazione. L’ultimo ampliamento risale al 1264, dovuto alla continua emigrazione degli abitanti dalla campagna. Questo nuovo ampliamento prolungava le mura verso la Chiesa di Santa Lucia e di Santa Chiara per poi proseguire dietro la Chiesa di Santa Croce fino a ricongiungersi alle antiche mura nei pressi di via del Fiscale.

Tuttavia, ad essere più cauti, quello che sembra più chiaro è che intorno alla prima metà del XIII secolo l’istituzione del Comune trevano comportò il primo ampliamento in direzione est, racchiudendo l’area pianeggiante dove sarebbero stati costruiti i palazzi comunali. Intorno al 1260, l’ampliamento urbano venne completato fino a racchiudere il nascente borgo della Piaggia, raggiungendo l’estensione di 10 ettari.

Gran parte di queste mura come le più antiche furono notevolmente danneggiate a seguito della distruzione di Trevi del 1214 da parte degli Spoletini.

Per facilitare la difesa della città venne resa praticabile la sommità delle mura, in modo da poter fare anche il giro delle stesse.

Le Porte delle Mura Medioevali

 

Attualmente sono giunte sino a noi ben 6 porte e precisamente, procedendo dall’alto verso il basso, in senso orario, troviamo: la Porta del Cieco, la Porta della Strada Nuova, la Porta Nova, la Porta di San Fabiano, la Porta del Bruscito, la Porta dei Cancelli.

  1. La Porta del Cieco era in passato una delle principali porte di accesso alla città, con stipiti e capitelli e con un arco a tutto sesto ove in alto, al centro, spicca la raffigurazione della torre.
  2. La Porta della Strada Nuova oggi è la porta d’ingresso principale alla città per chi proviene da Borgo Trevi ed è anche la porta più recente essendo stata aperta solo nel 1857 e realizzata su disegno dell’Ing. Domenico Giannelli di Terni.
  3. La Porta Nova, venne chiamata così poiché era stata aperta dopo tutte le altre nel 1654 su richiesta di alcuni abitanti della Piaggia. L’apertura venne autorizzata a condizione che si potesse poi rimuovere ad ogni ordine dei Signori Superiori e che tutte le spese, ivi comprese quelle per il guardiano, fossero a carico di coloro che l’avevano richiesta.
  4. La Porta di San Fabiano si chiama così perché si trovava vicino all’antica Chiesa di San Fabiano della quale, oggi, rimangono solo pochissime tracce. E’ la porta più a valle della cinta muraria. In passato era una porta molto importante, infatti, da qui si diramavano due strade. Una che collegava Trevi ai castelli di Cannaiola, Fabbri e San Luca e l’altra che collegava Trevi alla Faustana, incrociando la Via Flaminia. Era quindi la Porta che attraversavano tutti i lavoratori agricoli per andare a coltivare le terre del piano ma, allo stesso tempo, era anche la porta più esposta alle scorribande dei malintenzionati. Motivo per cui fu ben munita di opere militari.
  5. La Porta del Bruscito o “Borsito” il cui nome  Tommaso Valenti trovò in alcune antiche scritture, ipotizzando si trattasse forse di un cognome. Si trova all’estremo inferiore delle mura castellane, verso nord e si apre verso l’abitato di Parrano.
  6. La Porta dei Cancelli si trova sotto l’ingresso principale del Convento di S. Francesco. Dopo essere stata chiusa per anni venne riaperta nel 1588 per la comodità di chi veniva a Trevi dalla parte di Foligno. Attualmente costituisce la porta d’ingresso per la Taverna del Piano.

Secondo quanto riportato dal Tommaso Valenti, lo Statuto Trevano prevedeva che ogni porta avesse tre serrature. Le porte si dovevano chiudere ogni sera, e le tre chiavi dovevano consegnarsi una al Podestà, una ai Priori e l’altra ad uno dei vicini di ciascuna porta.

I Torrioni

 

Per una migliore difesa della città di Trevi vennero costruiti in epoche diverse numerosi Torrioni, non meno di quindici, anche se gran parte sono andati distrutti.

Ricordiamo i Torrioni di S. Francesco e di Santa Reparata all’interno del quale vi era stata ricavata la piccola chiesetta dedicata alla Santa.

Un altro Torrione si trova presso la casa di Benedetto Valenti ed è tuttora in ottimo stato.

Poi abbiamo i Torrioni presso la Chiesa di Santa Croce e la Chiesa di Santa Chiara che venivano utilizzati come colombai, nonché altri due Torrioni dati alle monache di Santa Lucia, presso il monastero.

Tuttavia per i trevani il Torrione per eccellenza è quello semicircolare sito presso la porta dell’antico Convento di S. Francesco dalla cui sommità è possibile ammirare tutta la vallata.

Di particolare interesse storico il Torrione della Neve, così chiamato poiché in passato veniva utilizzato per depositarvi e conservarvi la neve allora un bene molto prezioso che veniva utilizzata per i malati. Costruito nel 1477, di forma triangolare di esso rimane una piccola parte sotto le mura che cingono la Strada Nuova a poca distanza dal Torrione semicircolare.

 

Bibliografia:

Cencetti 1873, p. 30;

Tommaso Valenti, Curiosità Storiche Trevane, 1922;

Sensi 1974;

Fontaine 1990, pp. 356-357;

Marchi 2002;

Pani Ermini 2004, p. 750-752;

Bordoni 2013; 

Bertoglio, Bordoni 2014, pp. 21-23, 37-39;

Bordoni 2015.

 

 

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2 commenti

  1. Ho terminato di leggere proprio ora la tua ricerca storica sulla nostra cittadina ti ringrazio tantissimo pur amandola non conoscevo tutta questa storia che me la fa apprezzare ancora di più!

    1. Antonella Cardinali

      Sono molte le cose che non si conoscono, per scrivere di qualcosa io per prima devo leggere moltissimo. Però poi ti rendi conto che quel “girovagare” intorno a fatti e storie ti regala emozioni bellissime che fanno dimenticare tutto il resto. Grazie! 💝

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