Chiesa di San Donato di Matigge

Chiesa di San Donato - Trevi (PG)
Chiesa di San Donato di Matigge – Trevi (PG)
Premessa

Percorrendo la S.S. Flaminia incontriamo il cartello “Collecchio”. Seguendo l’indicazione subito

dopo scorgiamo quello per “Via Monte Bianco”. Saliamo per circa 1 Km fino ad incontrare l’insegna  “località San Donato”. Dopo circa 50 metri, sulla destra arriviamo alla Chiesa di San Donato a Matigge, sebbene la chiesina rurale sia comunque già ben visibile dalla strada.

Cenni storici

La “… Chiesa di San Donato non lungi al fosso di simil nome, che, da pessimo stato fu ristorata dal suo rettore e ritienesi dal suo cappellano…”. Tale citazione proviene dalla Cancelleria Episcopale di Spoleto, anno 1713 e fa riferimento alla visita pastorale del Vescovo Mons. Lascaris reperibile in originale nell’archivio diocesano di Spoleto, redatta da Durastante Natalucci che per l’occasione fece da segretario al Vescovo di Spoleto.

Da tale citazione emerge anche che la Chiesa di San Donato oltre ad essere stata oggetto in passato di un importante restauro, si trova nei pressi di un fosso omonimo che nella cartografia dell’Istituto Geografico Militare è indicato con il nome di Fosso di Paterno.

 

Chiesa di San Donato - Trevi (PG) - Mappa

Un ulteriore contributo storico lo dobbiamo anche a Pietro Sella (1882 – 1971), che ha avuto il grande merito di aver pubblicato i registri di esazione delle decime dei secoli XIII e XIV riguardanti l’Umbria. Dal suo lavoro ne è nato un libro ” Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV. Umbria” – Città del Vaticano 1952.

Il registro delle decime era un libro contabile dove si registravano le decime riscosse dal vescovo. La decima consisteva nella decima parte del raccolto o del reddito che veniva pagata come tributo alla Chiesa (o al signore feudale).

A pag. 437 del libro del Sella (1952) troviamo scritto:

“- II. decima dell’anno 1334, n. 6484 Item habui ab eodem (dompno Bartholo de Trevo) solvente pro dompno Bonanno, rectore ecclesie S. Donati de Matidia VII sol.VI den. cor”.

Da questa citazione si evince che il vescovo riscosse la seconda rata della decima dell’anno 1334 (in tutto erano due le rate annuali), da un certo Don Bartolo di Trevi per conto di Don Bonanno, curato della Chiesa di San Donato di Matidia (da Villa Matidiae, cioè Villa intesa come gruppo di abitazioni non fortificate e Matidia, il cui nome si suppone riporti proprio a Matidia,  suocera di Adriano e da cui deriva con ogni probabilità Matigge, attuale denominazione della frazione in cui si trova la chiesa).

La chiesa è dedicata a San Donato, un santo a cui furono particolarmente legati i Longobardi che ne favorirono la venerazione nei loro ducati.

Chiesa di San Donato - Trevi (PG)

Esterno

La chiesa di San Donato è un tipico esempio di romanico primitivo.

Costruita con blocchi di pietra più o meno regolari, presenta lungo le pareti esterne grossi blocchi calcarei sicuramente di origine romana.

Sopra la facciata è presente un campanile a vela ad una sola bocca ove compare una piccola campanella.

Interno

Si tratta di un unico ambiente, completamente spoglio con pareti intonacate e con un abside semicircolare in fondo.

Al di sopra di un modestissimo altare è collocata una tela con la raffigurazione del santo.

Note

San Donato si festeggia la prima domenica di agosto e per la ricorrenza la chiesa viene aperta per le funzioni religiose.

 

Bibliografia:

P. Sella, Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV, Umbria, Città del Vaticano, 1952, p.437;

Guglielmo Lutzenkirchen, Il culto di San Donato di Arezzo nell’Italia centro-meridionale, in Atti e memorie dell’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze, volume LII (1990), pp.33-47.

 

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3 commenti

  1. Una splendida chiesina immersa tra gli ulivi. Ci sono passato davanti un’infinità di volte senza averla mai notata. Grazie per avermi dato modo di riflettere ed aprire gli occhi su questa piccola ma significativa realtà trevana.

  2. Angelo Rosichetti

    Presentazione ricca di notizie storiche e ambientali.Brava.
    E’ una chiesina antica, molto bella, che tutti vedevamo con uno sguardo veloce e che tu ci hai fatto conoscere andando alle sue origini.
    Grazie anche a chi ha curato e cura tuttora la sua conservazione.

    1. Antonella Cardinali

      Grazie Angelo per le tue osservazioni, la scoperta di questi luoghi è ogni volta una grande emozione anche per me. 💌

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