Castello di Campello Alto

Castello di Campello Alto - Campello sul Clitunno (PG)
Castello di Campello Alto – Campello sul Clitunno (PG)
Premessa

Percorrendo la S.S. Flaminia, giunti al Km 136 + 400, all’altezza della farmacia, incontriamo l’insegna “Campello Sul Clitunno”. Salendo dopo circa 500 metri incontriamo il centro abitato di La Bianca. Oltrepassando la piazza e costeggiando la chiesa continuiamo a salire per circa 3 km sino ad arrivare al piccolo centro abitato di Lenano. Da qui dopo pochi metri troviamo l’indicazione per il Castello di Campello Alto che si trova ormai a circa 400 metri.

Immagini del Castello di Campello Alto

(Cliccare sull’immagine per ingrandirla)

Origini

Il Castello di Campello Alto è il più antico centro abitato del circondario. Si pensa sia stato fatto costruire attorno alla metà del X sec. da Rovero di Champeaux, barone di Borgogna, venuto in Italia da Reims al seguito di Guido, duca di Spoleto, che gli concesse Il feudo denominato “Gualdi Ranieri”.

Il Feudo fu confermato nell’ 896 dal figlio di Guido di Spoleto, Lamberto, re d’Italia ed imperatore del Sacro Romano Impero. Tale feudo si estendeva dalle Rive del Clitunno alla Rocca della Spina e alla Torre di Lanfranco. Da Rovero di Champeaux deriverebbe la famiglia dei conti Campello ed il nome del paese.

Cenni storici

L’imperatore del Sacro Romano Impero Federico II, nell’agosto 1226, confermò Tancredi di Campello nel dominio feudale del castello. Come la gran parte dei nobili anche i Campello parteggiarono per l’Impero contro la Chiesa. Infatti un documento dello stesso anno attesta che Tancredi catturò alcuni messi di papa Onorio III, sequestrando loro lettere pontificie segrete così da essere duramente condannato dal papà stesso. Nel 1241 Federico II aveva riconosciuto il possesso di Campello a Spoleto.

Tra il 1327 e il 1347 detenne il potere a Spoleto col titolo pure di Gonfaloniere, Pietro Pianciani, guerriero e politico. Verso la metà del XIV sec., Pietro Pianciani mise a ferro e fuoco il Castello di Campello Alto, desideroso di impossessarsi di tutti i castelli e fortezze della zona.

Paolo, conte di Campello, si recò a Spoleto per cercare un accordo, ma fu imprigionato, mentre il Pianciani, con un gruppo di eugubini, occupò il castello facendo strage di persone, saccheggiando le case e dando alle fiamme il castello.

Cacciato il Pianciani da Spoleto per le sue crudeltà, Paolo tornò a Campello ed il castello venne rifatto. Paolo fu podestà di Firenze e senatore di Roma.

Nel 1341, su istigazione del Pianciani che era rientrato dal confine, gli abitanti del posto contro i Campello costituirono un governo della comunità, ma nel 1390, Paolo con il figlio Pietro, riuscì a riconquistare il castello e ad essere Gonfaloniere di Spoleto. Tuttavia prima di partire dal Castello di Campello Alto, a seguito di alcune rinunce e regalìe verso la comunità, Paolo ottenne per sé e per i propri discendenti di essere sollevati dal pagare le tasse sia  verso la comunità, sia verso il comune di Spoleto e sia al governo Pontificio, facendole assolvere in loro vece, alla comunità.

Nel 1390, tuttavia, i massari entrarono in possesso del castello e dei diritti sottoscritti, formando una comunità con statuti e podestà scelti da Spoleto.

Sappiamo, inoltre che nel 1447 il castello fu teatro di risse e morti. Nel 1500 tutti i conti Campello d’accordo aggiustarono le mura del castello e rialzarono Il torrione maggiore rovinato dai terremoti e dalle azioni dei litiganti. Si ricorda che intorno al 1500 all’interno del Castello vivevano circa 700 abitanti.

Per oltre un secolo e mezzo i patti sanciti tra i Campello e i massari furono osservati. Ad un certo punto però dal 1558 i conti vennero più volte chiamati in causa, affinché anche loro pagassero le gabelle, ma vinceranno sempre, poiché purtroppo la comunità nel 1390, come già detto, si era impegnata a pagare le tasse anche per loro.

È importante ricordare che nel febbraio del 1569 la comunità si dette gli Statuti comunali per iniziativa dell’allora Conte Cintio Campello. Il primo statuto fu approvato dai priori spoletini nel 1570. Come tutti i comuni del territorio spoletino, esso aveva un podestà inviato da Spoleto, un vicario giudice locale, un camerario e dei massari.

Nel 1591 la popolazione fu vittima di una grave carestia e del colera (le cosiddette petecchie).

Con il passare del tempo la vita si fece via via più tranquilla e i banditi cessarono di assalire i paesi. Per questo motivo molti lasciarono il castello e cominciarono a costruire case nei propri campi. Da qui comincia il lento declino del castello ed alle vecchie risse si sostituirono feste religiose e paesane.

Nel 1516 iniziò la costruzione della Chiesa di Santa Maria della Bianca, vicino alla pianura, che determinò il formarsi di un ulteriore nucleo abitato che ampliandosi nel corso dei secoli, divenne il centro politico e religioso della zona e dove nel 1887 venne trasferita dal castello, la stessa sede comunale.

Nel 1799 un gruppo di circa 300 insorgenti antifrancesi capitanati da Bernardo Latini, un ribelle proveniente da Castel San Felice (Vallo di Nera), occuparono Campello. Vi si insediarono per organizzare improvvise incursioni e furti sulla Flaminia e nelle case dei benestanti. Le truppe regolari francesi, inviate da Spoleto, si scontrarono così contro i banditi a Lenano, e solo pochi ribelli riuscirono a salvarsi.

Esterno

Il Castello di Campello Alto si trova a 510 metri s.l.m., di forma pressoché ellittica, con un perimetro di circa 500 metri, si erge su di una collina tappezzata di ulivi, elci e abeti, dominando la colorata pianura spoletina. Esso è circondato da alte e possenti mura. Intatta l’unica porta d’ingresso che, assieme alle mura, un tempo culminava in merli guelfi caratteristici per la loro sommità squadrata. Lungo il perimetro esterno delle mura erano presenti dei fossati.

Interno

Entrando nel castello, a sinistra si trovava la residenza dei feudatari, a destra il palazzetto del corpo di guardia. Le abitazioni erano raggruppate dentro le mura con la chiesa al centro del castello, dedicata al patrono San Donato vescovo e martire, essa seguì le vicende del castello. Il suo campanile è un riadattamento di una vecchia torre medioevale alta 25 metri. Lungo la stretta via principale erano presenti due botteghe e un macello. Il palazzetto comunale di Campello era davanti la chiesa di San Donato.

Note
Gonfaloniere

Il Gonfaloniere, nel periodo dei comuni medievali era un magistrato comunale che aveva vari poteri.

Podestà

Quella del Podestà è una figura politica che, a partire dalla fine del XII secolo si sostituì o si affiancò a quella del Consiglio dei Consoli al governo dei comuni medievali.

Contrariamente al console, tuttavia, il ruolo di podestà poteva essere ricoperto anche da una persona non appartenente alla città che andava a governare evitando, così, coinvolgimenti personali nelle vicende cittadine garantendo l’imparzialità nell’applicazione delle leggi.

Il podestà era un magistrato al di sopra delle parti a cui era affidato il potere esecutivo, di polizia e giudiziario, che veniva eletto dalla maggiore assemblea del Comune (il Consiglio generale) durando in carica, solitamente sei mesi o un anno. Doveva giurare fedeltà agli statuti comunali ed alla fine del mandato era soggetto al controllo da parte di un collegio di sindaci.

La carica di podestà divenne, col tempo, un vero e proprio mestiere esercitato da professionisti che si spostavano da città in città. Questo contribuì a fare in modo che le leggi e la loro applicazione tendessero a diventare omogenee in comuni anche molto distanti tra loro.

Massaro

Il termine deriva dal latino “massarius”, che si riferisce a “mansus”, manso, l’unità agricola indicante un piccolo possedimento feudale, normalmente di 12 iugeri, sufficientemente grande da nutrire e soddisfare i bisogni di una famiglia. Originariamente, quindi, “massaro” era un contadino responsabile di un “manso”.

Sappiamo però, che al tempo dei Comuni, “massaro” era il titolo che assumeva colui che era preposto alla riscossione delle imposte, titolare della gestione delle finanze di un Comune.

Camerario

Nel Medioevo, il Camerario designava prima la persona addetta alla custodia del tesoro e, successivamente, con la nascita dei Comuni, la figura del tesoriere.

Vicario giudice locale

Costui era il giudice del luogo

Eventi e Luoghi da visitare

Da non perdere le celebri Fonti del Clitunno osannate da Plinio il Giovane, Byron e Carducci, il Tempietto sul Clitunno, iscritto dall’ UNESCO nel 2011  fra i Patrimoni dell’Umanità ed il Castello di Pissignano.

 

Bibliografia:

S. Nessi – S. Ceccaroni, Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, in Itinerari spoletini, (5), Spoleto 1979;

M. Tabarrini, L’Umbria si racconta, Dizionario A-D, Foligno 1982.

 

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8 commenti

  1. Cara la mia Antonella che ci fa aprire gli occhi su tante bellezze che ci circondano, ma appartenendo alla nostra quotidianità quasi non le sappiamo apprezzare. Conoscendo poi la storia così accuratamente narrata, ci rendiamo conto di quanto essi siano stati importanti in passato Brava !!!!

    1. Antonella Cardinali

      Cara Daniela, tu potrai non crederci, ma ti stavo pensando, il pensiero delle persone care ci accompagna in qualunque momento della giornata e ci fa bene al cuore. Grazie infinite mia cara amica! 💝🌺

  2. Daniele Pennacchio

    Sempre più interessante il tuo sito, questi luoghi così affascinanti accompagnati da articoli che ne descrivono la loro storia, oltre ad essere uno strumento di approfondimento culturale sono anche un utile guida per chi viaggia alla scoperta di questi piccoli gioielli. Interessante oltre che bella la raccolta fotografica, cliccare sulle miniature e vederle aprirsi a tutto schermo ne esalta ancor più la loro bellezza. Complimenti, continua così!

    1. Antonella Cardinali

      Grazie Daniele! Spero di poter arricchire questo spazio di contenuti gradevoli non solo per chi viaggia, ma anche per chi avrà voglia di leggere qualcosa di diverso! 💌🌼

  3. Articolo ben scritto, hai messo in evidenza i fatti storici più significativi parlandone in modo chiaro e corretto. Molto bella anche la galleria fotografica, complimenti!

    1. Antonella Cardinali

      Sentitamente grazie per queste bellissime parole! 💕

  4. Attraverso la tua esposizione e le tue immagini si vedono questi luoghi con occhi diversi, appaiono più significativi e ancora più belli!

    1. Antonella Cardinali

      Queste affermazioni mi riempiono il cuore di gioia. Grazie! 😊🌻

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